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Se voi doveste definire l’estate con un frutto quale scegliereste? Probabilmente questo vero? Il cocomero, o anguria, o melone d’acqua, è uno dei frutti estivi più tipici e apprezzati. Da consumare preferibilmente fresco, a colazione, per uno spuntino, in spiaggia o dopo un pasto. E perché no? In una calda serata, durante una bella passeggiata con gli amici consumato in qualche chiosco. Scopriamo tutte le proprietà di questo alimento tanto buono da mangiare quanto bello da vedere.

Cenni storici e culturali

Il cocomero, molto presente in tutta l’area Mediterranea, è in realtà originario dell’Africa tropicale. Abbiamo testimonianze grazie ai geroglifici dell’Antico Egitto di come il frutto fosse già conosciuto a quel tempo. Si credeva che fosse nato dal seme del dio Seth, e lo si poteva trovare deposto nelle tombe dei faraoni tra gli alimenti di sostentamento per l’aldilà. Curiosa la storia degli Ebrei in fuga dall’Egitto raccontata nella Bibbia (Numeri 11:4,5), dove, invece di gioire per la libertà dopo oltre 100 anni di schiavitù, questi si lamentarono perché nel deserto sentivano la mancanza di carne da mangiare, porri, cetrioli, e cocomeri. Durante il periodo greco il cocomero veniva indicato con lo stesso nome del cetriolo. Sembra che Plinio il Vecchio, parlando del cucumis, intendesse proprio il cocomero. Ad introdurre l’anguria nel nostro continente si pensa siano stati gli Arabi. Di sicuro, se ne parla dopo le crociate e le invasioni moresche. Al momento, è la Cina il principale produttore di angurie, ed a Pechino, c’è addirittura un Museo del Cocomero.

Anguria o cocomero?

E voi come chiamate questo frutto? Sembra quasi una battaglia fra il bene ed il male, e la cosa ci fa sorridere perché entrambi i termini derivano da due parole, cucumis in latino e angurion in greco, che significano cetriolo! In realtà il termine più appropriato, che ripete quello dei botanici, utilizzato in tutta l’Italia Centrale e soprattutto dai romani, è cocomero, vicino al latino scientifico Cucumis citrullus. Anguria è un termine che troviamo in tutto il Settentrione, con varianti dialettali notevoli. Al Sud Italia, invece troviamo il nome melone d’acqua (simile all’inglese watermelon e al francese melon d’eau), ma non mancano varianti dialettali come zipangulu nel sud della Calabria o muluni russu in Sicilia. Nel nostro articolo ci riferiremo a questi frutto chiamandolo in entrambi i modi più conosciuti, cocomero ed anguria.

Caratteristiche e valori nutrizionali

Ai nostri occhi l’anguria si presenta come un grosso frutto oblungo o globoso con buccia dura, molti semi e polpa dolce, ad alto contenuto d’acqua.

Iniziamo col mostrarvi la tabella dei valori nutrizionali del cocomero:

Valori nutrizionali per 100 grammi di cocomero fresco:

Acqua

95,3 g

Kcal (parte edibile)

16

Carboidrati

3,7 g

Proteine

0,4 g

Fibre

0,2 g

Colesterolo

0 mg

Potassio

280 mg

Fosforo

2 mg

Calcio

7 mg

Sodio

3 mg

Ferro

0,2 mg

Zinco

0,11 mg

Selenio

2,3 µg

Vitamina C

8 mg

Vitamina B2 (Riboflavina)

0,02 mg

Vitamina B1 (Tiamina)

0,02 mg

Vitamina A

37 µg

Tabella di composizione dati INRAN

Come possiamo osservare dalla tabella, essendo composto per oltre il 95% di acqua, il cocomero è particolarmente dissetante e nelle giornate più calde non è mai una brutta idea mangiarne un po’ per rinfrescarsi e reidratarsi. Si tratta, inoltre, di un alimento ipocalorico: 100 grammi di anguria forniscono solo 16 calorie. Ogni etto di frutto contiene circa 3,7 grammi di zuccheri, 0,4 grammi di proteine e 0,2 grammi di fibre. Queste caratteristiche rendono l’anguria particolarmente adatta alle diete ipocaloriche e ai pasti leggeri consigliati dagli esperti per combattere la stanchezza estiva. Ma oltre a questo possiamo trarre diversi vantaggi consumando oculatamente questo dolce e saporito frutto.

Anguria: benefici per la salute e il corpo

Abbiamo già accennato che il cocomero è un alimento adatto per le diete, dato il suo basso contenuto calorico. Scopriamo insieme altri benefici che derivano dal consumare questo frutto:

  • Proprietà diuretiche e depurative.

Essendo ricco di acqua e sali minerali quali il potassio (ottimo tra l’altro per ridurre la pressione arteriosa), il cocomero è in grado, specialmente se consumato fresco e crudo, di stimolare la diuresi. Nel preparare questo articolo e fare qualche ricerca, abbiamo scoperto che in Botswana, proprio per via di questa azione purificatrice, esiste una popolazione che considera l’anguria sacra, la chiama Ierotse, e prima di consumare i nuovi raccolti, esegue un rituale specifico usando le foglie del cocomero1.

  • Contrasta la cistite e la cellulite.

Essendo pieno di acqua, e quindi combattendo la ritenzione idrica, diventa un alleato del nostro corpo riducendo di conseguenza la tanto odiata cellulite. Inoltre, stimolando la diuresi il cocomero favorisce la disintossicazione dei reni e della vescica contrastando lo sviluppo dei batteri, aiutando così a prevenire la cistite.

  • Fornisce sensazione di sazietà.

Infatti non è il massimo da mangiare subito dopo un pasto (vedi nelle controindicazioni perché diciamo che ci appesantisce). Mangiata però in altri momenti della giornata, grazie al suo alto contenuto di acqua e alle sue proprietà sazianti, può essere usata per tenere sotto controllo la fame.

  • È remineralizzante e combatte la stanchezza.

L’anguria, grazie ai minerali in essa contenuti ci aiuta ad affrontare l’estate calda e la sudorazione eccessiva. Una bella fetta di cocomero, oltre a rinfrescarci e rallegrarci di conseguenza eliminerà quel senso di spossatezza.

  • Anche i semi del cocomero fanno bene.

In alcuni paesi asiatici, i semi vengono essiccati e consumati come snack, oppure meglio ancora sbriciolati nelle zuppe o negli infusi. Questo non è male dato che contengono diverse sostanze nutritive: sono ricchi di fibre e antiossidanti, diversi sali minerali. Hanno funzione diuretica e aiutano contro la stitichezza favorendo l’attività della flora batterica intestinale. Possono essere consumati anche bolliti, per dei decotti o triturandoli bene mentre vengono masticati.

  • Combatte la disfunzione erettile?

Ecco qui abbiamo dovuto inserire un punto di domanda, perché questo in realtà è un mito che circola da tanto tempo. Spieghiamo in breve. Tanto è dovuto al fatto che nel cocomero è contenuta la citrullina (vedi paragrafo successivo dove vengono spiegati anche i suoi utilizzi come integratore), amminoacido in grado di dilatare i vasi sanguigni. Il problema è che la citrullina si trova quasi esclusivamente nella parte bianca del cocomero, quella che non viene mangiata, quindi le grandi proprietà afrodisiache che vengono decantate al momento restano una simpatica leggenda.

  • Aiuta il sistema immunitario.

Oltre all’arginina, l’anguria contiene discrete quantità di vitamina A e C, antiossidanti naturali, i quali contrastano l’azione dei radicali liberi, prevenendo così l’invecchiamento cellulare, e come già scritto stimolando il sistema immunitario così da proteggerlo contro raffreddore e sintomi influenzali.

  • È una fonte naturale di licopene.

Come per il pomodoro, l’anguria è una fonte naturale di licopene, che, conferisce quel colore rosso al frutto. Il licopene ha notevoli capacità antiossidanti. Studi recenti hanno evidenziato che il consumo di alimenti ricchi di licopene possa essere in grado di ridurre il rischio di sviluppare un tumore alla prostata. In uno studio è stato inoltre osservato che una dieta ricca di licopene possa ridurre il rischio di sviluppare la malattia anche in uomini che hanno avuto casi in famiglia di tumore alla prostata2. Sempre il licopene potrebbe avere effetti benefici sull’infertilità di coppia: come dimostrano numerosi studi (l’ultimo è stato pubblicato il 30.VIII.2019 su Phytotherapy Research), questo idrocarburo aumenta il numero (fino al 70 % in più) e la motilità degli spermatozoi. Sempre il licopene aiuta a proteggere gli occhi dalla degenerazione che si ha con l’avanzare dell’età.

Effetti della citrullina

  • Come abbiamo scritto sopra, la citrullina viene spacciata quasi come una miracolosa cura per l’impotenza. Non è proprio così. Il nome di questo amminoacido deriva dal latino citrullus, cocomero, questo proprio perché la prima volta venne isolata proprio dall’anguria.

Questo amminoacido è presente sia nel fegato che nel rene, favorisce l’eliminazione dell’ammoniaca. Insieme all’ornitina, la citrullina è precorritrice dell’arginina. Spieghiamo in breve cosa avviene una volta assunta la citrullina: all’interno dell’organismo, si trasforma in arginina, la quale stimola oltre il sistema immunitario, anche quello cardiocircolatorio promuovendo in quest’ultimo caso la vasodilatazione (aumento della disponibilità di ossido nitrico) e migliorando di riflesso l’elasticità dei vasi ematici.

  • Notevoli sono anche i benefici che derivano dall’azione antiossidante della citrullina, la quale sarebbe corresponsabile dell’azione cardioprotettiva di questo amminoacido. Questa molecola inoltre, può agire contro i radicali liberi dell’ossigeno, proteggendo le macromolecole (ad esempio il DNA) da danni strutturali.
  • Questa molecola, la possiamo trovare anche sotto forma di integratore, e, per voi cari amici appassionati di nutrizione e sport, sappiate che può rivelarsi molto utile per migliorare le vostre prestazioni fisiche. Questo avviene grazie all’incremento delle concentrazioni plasmatiche di arginina, che come scritto sopra deriva dalla conversione metabolica della citrullina, in seguito alla sua ingestione. Queste possono portare ad ottenere: 1) un incremento della potenza critica (conosciuta anche come CP, critical power); 2) riduzione dei tempi di recupero e dei marcatori di danno muscolare successivi ad un allenamento fisico intenso; 3) performance fisica migliorata nel suo complesso.

Anguria: Controindicazioni e potenziali effetti negativi

  • Proprio come accennato sopra, sarebbe meglio evitare di consumare il cocomero a conclusione di un pasto, questo perché tutta l’acqua contenuta al suo interno, va a riempire ulteriormente il nostro stomaco, diluendo moltissimo i succhi gastrici (rendendo la digestione più difficile).
  • L’anguria non è indicata per chi soffre di colon irritabile, gastrite o per chi è allergico alle graminacee. Anche i diabetici, vista la quantità di zuccheri presenti nel frutto devono prestare attenzione nel consumarlo.

Piccola curiosità

Mentre preparavo questo articolo mi sono dilettato ad assaggiare l’anguria in diversi modi, la fotografia che vedete qui sopra è personale. Avete mai provato anguria e limone? Ve lo consiglio vivamente. E mentre ho proposto questo quesito su Twitter, un mio contatto, Daria, mi ha consigliato di preparare una salsina speciale, inserendo alcune foglioline di menta dentro al succo di limone, lasciando insaporire per qualche ora… beh il risultato è stato sorprendente! Provatelo anche voi e fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.

Articolo a cura di Alessandro Grillo

Referenze:

  1. James G. Frazer The golden bough: a study in magic and religion, Forgotten Books, 1947, p. 494
  2. PDQ® Integrative, Alternative, and Complementary Therapies Editorial Board. PDQ Prostate Cancer, Nutrition, and Dietary Supplements. Bethesda, MD: National Cancer Institute.

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