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FOSFORO – Quello che c’è da sapere

Il fosforo (P) è un elemento molto abbondante in natura, non-metallo e con numero atomico 15 e peso atomico 31. Si trova prevalentemente sotto forma di sali dell’acido fosforico (H3PO4) con sodio, potassio e ammonio… E’ un costituente fondamentale dello scheletro e a livello industriale è utilizzato nella produzione di fertilizzanti.

Scopriamo insieme le caratteristiche di questo micronutriente. Perché è importante per la vita?

Chimica, Metabolismo e Funzioni

Nell’infanzia la biodisponibilità di P è massima per il latte materno, più bassa per il latte vaccino e quello di soia. In generale la biodisponibilità di P negli alimenti di origine animale è superiore a quella dei vegetali, nei quali il P si trova tra l’atro sotto forma di fitati. La maggior parte del P è depositata nelle ossa (85%) e nei denti (0,4%) come idrossiapatite. Il 14% è intracellulare e l’1% nei liquidi extracellulari. Oltre al ruolo strutturale il P è un componente fondamentale degli acidi nucleici, di molecole energetiche come l’ATP e fosfocreatina, dei fosfolipidi di membrana, della mielina. Inoltre è coinvolto nel metabolismo intermedio (costituente di enzimi, proteine,) e di trasduzione intracellulare di segnali di membrana; è implicato nella regolazione dell’equilibrio acido-base (come sistema tampone) e modula l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno. Attiva alcune vitamine; è un regolatore di importanti processi biochimici come la captazione del glucosio, ed i meccanismi di fosforilazione.

Il bilancio tra il P in entrata (assorbimento intestinale, riassorbimento dal tessuto osseo etc…) e P in uscita (escrezione urinaria, perdite fecali e sudore) è regolato dall’interazione tra PTH (paratormone), vitamina D e fosfatonine. L’eventuale diminuzione della fosforemia (livelli di P nel sangue) stimola la produzione renale di calcitriolo e quindi la quota di assorbimento intestinale del P, che normalmente è pari al 65-90% nei bambini e 55-70% nell’adulto. L’azione modulatoria di PTH (che stimola la sintesi di calcitriolo) e delle fosfatonine (che inibiscono la sintesi di calcitriolo) si esercita soprattutto a livello del tubulo prossimale, sede prevalente del riassorbimento dei fosfati (per effetto del co-trasportatore Na-P). Tuttavia, sia il PTH che le fosfatonine aumentano la fosfaturia (perdita di fosforo con le urine): la frazione riassorbita del carico filtrato di fosfati è tanto maggiore quanto più basso è il livello di PTH e delle fosfatonine.

Valutazione dello Stato Nutrizionale

La valutazione dello stato di nutrizione per il P è basata sulla misura della fosforemia: la concentrazione sierica del P è più elevata nell’infanzia (4,0-7,0mg/dl) rispetto all’adulto (2,5-4,5 mg/dl). La misura dell’attività sierica della fosfatasi alcalina e l’escrezione urinaria di fosfato sono altri biomarcatori. Altri parametri da misurare nella diagnosi dell’ipofosforemia sono la calcemia, PTH, vitamina D, fosfatonine, escrezione urinaria di Ca e P. Fonti principali di fosforo sono il gruppo del latte e derivati e il gruppo dei cereali e derivati. Stati di carenza sono rari poiché una dieta varia ed equilibrata soddisfa il fabbisogno di P a tutte le età.

Fonti Alimentari

Il P proviene da tre fonti alimentari principali: alimenti naturali, alimenti trasformati ed integratori alimentari. Sono buone fonti gli alimenti proteici, i cereali, latte e derivati, legumi secchi, uova, carni e pesce. In ordine decrescente questi sono i gruppo di alimenti che nella dieta italiana rappresentano le fonti principali di P:

  • Latte e derivati
  • Cereali e derivati
  • Carne e derivati
  • Pesce e prodotti della pesca

Livelli di assunzione consigliati

Nell’adulto il fabbisogno di P è definito indipendentemente da quello di Ca; al contrario, durante la crescita un’assunzione di P eccessiva e protratta nel tempo, soprattutto se concomitante a carenze di calcio, può ostacolare l’accrescimento scheletrico ed il raggiungimento del picco di massa ossea. Per questo è importante monitorare nei bambini il rapporto Ca/P, che deve essere nel range di 0,9-1,7.

Pertanto:

– per la classe di età 7-12 mesi, l’assunzione adeguata è di 275mg/die

– per la classe di età tra 1 e 17 anni si utilizza per il calcolo del fabbisogno medio un approccio fattoriale dove si tiene in considerazione il fisiologico accumulo di P nel tessuto osseo ed in tutti gli altri tessuti in accrescimento, così come dell’efficienza di assorbimento ed escrezione urinaria.

– per l’adulto, assumendo un coefficiente di assorbimento del 60-65% per una dieta mista, il fabbisogno medio è di circa 580 mg/die con un’assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) di 700 mg/die. Tale valore è indicato anche in età geriatrica.

Articolo a cura di Silvia Barbaresi


Fonti

Articoli:

  • Costantini M, Cannella C, Tomassi G. Alimentazione e Nutrizione Umana. Terza edizione, il Pensiero Scientifico Editore, 2016.

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