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Il Cromo – Introduzione

Il cromo è presente nei tessuti biologici in piccole quantità e sebbene svolga molte funzioni, il suo ruolo fisiologico chiave non è ancora del tutto chiaro. La forma trivalente del metallo è quella più diffusa negli alimenti. Della dose ingerita viene assorbito solo lo 0,4-2,5%, mentre la restante parte subisce un processo di escrezione per via urinaria e biliare. Di certo, grazie a studi condotti nel 1957 da Schwartz e Mertz, si sa che il cromo entra come componente essenziale nella costituzione del fattore di tolleranza al glucosio. Viene assorbito dall’intestino come cromo trivalente, ed il suo assorbimento dipende dalla quantità di oligoelemento presente nella dieta e viene facilitato dalla presenza di acido ascorbico o vitamina C.

RUOLO FISIOLOGICO del CROMO

Il ruolo fisiologico del cromo consiste essenzialmente nel potenziare l’azione dell’insulina attraverso il fattore di tolleranza al glucosio. Probabilmente la funzione biochimica del cromo è quella di influenzare la capacità del recettore dell’insulina di legare l’ormone; un’alternativa ipotizzata è che possa agire modulando l’espressione genica di una molecola che possa potenziare l’azione dell’insulina.

Quali benefici ha dimostrato il Cromo nel corso degli studi?

Diversi sono gli studi pubblicati in letteratura dai quali si evince il potenziale biologico del Cromo. Nonostante vi siano chiaramente ancora molti pareri discordanti, emerge da alcune evidenze scientifiche che il cromo:

Nessun beneficio apprezzabile si registrerebbe invece nel trattamento dell’obesità, rispetto ad una dieta ipocalorica e ricca in fibre.

Il cromo organico viene assorbito in maniera molto modesta (1%) mentre quello organico trivalente Cr-III normalmente presente nei cibi sembra essere più assorbibile, tuttavia quando viene assunto come integratore principalmente si fa ricorso a cromo trivalente salificato con acido picolinico, un metabolita del triptofano (cromo picolinato).

LIVELLI DI ASSUNZIONE DI RIFERIMENTO

Nel Bel Paese, i livelli di ingestione ricavate da analisi sulla dieta tipicamente mediterranea in Italia (Gambelli L., 1994) sono pari a 20,6 µg/die e gli alimenti che maggiormente contribuiscono all’ingestione totale di cromo sono:

  • verdure (59,3 µg/die);
  • cereali e derivati (48,2 µg/die);
  • frutta (33,2 µg/die);
  • carne, pesce e uova (14,7µg/die);
  • latte e derivati (13,1 µg/die)

Secondo i LARN per la popolazione italiana, l’assunzione adeguata di Cromo sarebbe:

Neonati da 7 a 12 mesi: 4 mcg
  Bambini da 1 a 3 anni: 7mcg da 4 a 8 anni: 10 mcg da 9 a 13 anni: 14 mcg
  Adolescenti   maschi 14 a 18 anni: 25 mcg femmine 14 a 18 anni: 33 mcg
  Uomini adulti da 19 a 50 anni: 35 mcg + 50: 30 mcg
Donne Adulte   da 19 a 50 anni: 25 mcg + 50: 20 mcg gravide: 30 mcg allattamento: 45 mcg
Dove mcg = µg = microgrammi

Per riassumere, il cromo è ampiamente distribuito negli alimenti, ad ogni modo il fabbisogno di questo elemento è relativamente basso pertanto una dieta varia e ben strutturata farà sì che difficilmente si potranno verificare carenze.

In ambito sportivo diversi studi suggeriscono il possibile impiego di cromo come integratore, in particolare in momenti in cui il carico glucidico nella dieta risulti particolarmente elevato aumentando la sensibilità insulinica. Tuttavia, studi su possibili effetti ergogenici ed anabolici o sulla perdita di grasso corporeo riportano ad oggi risultati controversi, prima di affermare a pieno tali proprietà dovremo attendere ulteriori conferme.

 

 

Articolo a cura di Silvia Barbaresi

 

 


 

 

Fonti

Articoli:

  • Alimentazione e Nutrizione Umana. Costantini, Cannella, Tomassi, 2016

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